Didattica è Democrazia!

 

Altradidattica e commissioni paritetiche!


La didattica nella maggior parte delle scuole italiane è frontale, formale e nozionistica. Ore ed ore di                insostenibili spiegazioni dell’argomento, che hanno l’ambizione di travasare nozioni da un lato all’altro della cattedra, si  alternano regolarmente ad interrogazioni-retate; gli studenti sono destinatari passivi e a tratti “vittime” di un    mondo scuola colpevolmente lontano dalle loro esperienze ed interessi.Storia, letteratura, geografia, matematica  sono precipitati di fatti e nozioni da memorizzare, non si sa come, non si sa perché.

La scuola è solo questo? Insegnare e imparare vuol dire solo spiego e interrogo, promosso o bocciato? E’ proprio necessaria una spersonalizzazione totale?

Sappiamo bene che quanto detto finora è una generalizzazione che non tiene conto delle “buone pratiche e delle buone esperienze”, ma sappiamo anche che le politiche scolastiche degli ultimi quindici anni hanno puntato a svalutare più che a rilanciare il ruolo degli insegnati e la partecipazione degli studenti; nessuna riforma parla di didattica e nelle nostre scuole non ne parlano neanche docenti e studenti insieme, non c’è né lo spazio, né il tempo: nessun organo per farlo. Eppure una didattica coinvolgente, inclusiva e democraticamente orientata è possibile solo a partire da un confronto sincero del corpo docenti e del corpo studenti, solo a partire da una rivalutazione del prestigio degli insegnati e del protagonismo degli studenti ; solo così,e ferma restando la libertà d’insegnamento sancita dall’art. 33 della nostra Costituzione , la scuola può ambire ad essere realmente di tutti e non solo di chi riesce a sopportarla.

Gli studi pedagogici più recenti parlano di didattica cooperativa e pongono a tema l’utilità e la fecondità di metodologie didattiche che privilegiano l’interazione e la cooperazione nella scuola, non solamente ai fini dell’apprendimento ma anche per l’acquisizione e l’utilizzo di abilità sociali. Queste metodologie necessariamente integrano il ruolo svolto dalla lezione frontale o cattedratica enfatizzando l’approccio cooperativo allo studio e stimolando il coinvolgimento attivo di tutte e tutti: l’apprendimento del singolo si fa contributo indispensabile per l’apprendimento altrui.

Le “buone esperienze” di sperimentazione didattica prodotte in questi anni e promosse dai collettivi e dai coordinamenti dell’Uds offrono dati importanti all’elaborazione teorica e dimostrano proprio questo: l’ascolto, il confronto e la discussione diventano interesse e vantaggio comune, determinano la qualità se posti alla base di una progettazione didattica ampiamente condivisa da studenti e docenti.

Le sperimentazioni affiancano alla spiegazione metodologie come la lettura dei testi, non mediando l’interpretazione e il commento con quanto scritto nei manuale , o la lezione dialogata e il brain storming, facendo partire la spiegazione dai temi sollevati dalla classe e dalla discussione tra gli studenti e tra gli studenti e il docente; si possono utilizzare materiali interattivi o sfruttare i laboratori, si può cambiare la disposizione dei banchi e della cattedra, decostruendo anche visivamente la gerarchia e l’unidirezionalità che di fatto oggi caratterizza le relazioni tra studenti e docenti tramite la pratica del “circle time”.

Queste metodologie permettono di ristabilire una missione educativa che operi incisivamente su tre profili, quelli previsti inoltre dai trattati europei. Questi sono:

Sapere: lavorando all’ acquisizione di conoscenze, ossia fatti, principi, teorie e pratiche relative a un settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche ;
Saper essere: lavorando all’acquisizione di consapevolezza delle proprie attitudini e di particolari abilità sociali (ad es. la capacità di comunicare efficacemente, di esercitare una leadership, di gestire i conflitti, di risolvere problemi e assumere decisioni) ;
Saper fare: lavorando all’acquisizione di competenze, di metodo di studiocapacità d’applicazione tecnico-pratica delle conoscenze;

E’ necessario sperimentare e discutere , innescare un cambiamento profondo dal basso per rendere inclusiva la didattica e reale la democrazia delle nostre scuole a partire da confronti e sperimentazioni pratiche, a partire cioè da Commissioni paritetiche in tutte le scuole e settimane di didattica alternativa.

Le settimane di didattica alternativa sono pratiche di Altrascuola che in questi anni di mobilitazione hanno vissuto nelle aule e negli istituti di tutta Italia; i corsi alternativi organizzati durante le autogestioni e le occupazioni, le lezioni sperimentali programmate in orario curriculare hanno svelato le debolezze e la povertà di un sistema didattico che raramente si lascia contaminare da nuove metodologie e da argomenti di attualità trasversali (ambiente, sessualità, questione di genere, integrazione culturale, antimafia, etc… ). Le settimane di didattica alternativa sono uno strumento fondamentale di critica ai modelli tradizionali di scuola, esse devono avere l’ambizione di estendere e condividere le proprie pratiche e i propri contenuti al “normale decorso” delle lezioni.

Le commissioni paritetiche, dall’altro lato, sono organi collegiali di cui le nostre scuole, pur avvertendone la necessità, non si sono mai sistematicamente dotati: spazi e tempi per poter discutere di didattica, offerta formativa, viaggi d’istruzione, materiali didattici; esse sono commissioni composte da pari numero di docenti e studenti ( in tutti gli altri organi di rappresentanza gli studenti sono “in minoranza” rispetto ai docenti) che fungono da laboratorio di sintesi e confronto tra le parti e che s’occupano di redigere collegialmente il Piano dell’Offerta Formativa e il Regolamento d’Istituto sulla base di un percorso di consultazione che coinvolga tutti. Le commissioni devono diventare organi collegiali a tutti gli effetti, tramite inserimento di apposita dicitura nel regolamento d’istituto; con ciò non s’intende mettere in discussione il ruolo dei docenti, ma anzi rafforzarlo, affermando fortemente la necessità di una fattiva cooperazione con gli studenti che avvicini la scuola alle sensibilità e agli interessi di entrambi.

Non subire la scuola, cambiala! Costruiamo l’Altrariforma!

Organizza la settimana di didattica alternativa nella tua scuola:

scarica l’ODG da presentare in Consiglio d’Istituto OdG Settimana Della Didattica Alternativa (1069)

Costruisci la Commissione Paritetica nella tua scuola:
scarica l’ODG da presentare in Consiglio d’Istituto OdG Commissione Paritetica (879)

scarica la scheda tecnica per approfondire

scarica il volantino su Didattica e Commissioni volantino didattica a colori (586) volantino didattica b/n (523)