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COSA RESTA DEL CASO DICIOTTI? VOGLIAMO INTEGRAZIONE: SCUOLE APERTE E DIRITTI PER TUTT*! 08/27/18

Il 25 Agosto le mobilitazioni a Catania hanno contrastato le decisioni violente e antidemocratiche del governo che ha tenuto in ostaggio donne e uomini migranti per fini strumentali e propagandistici ...


Il 25 Agosto le mobilitazioni a Catania hanno contrastato le decisioni violente e antidemocratiche del governo che ha tenuto in ostaggio donne e uomini migranti per fini strumentali e propagandistici

Sono passati due giorni dallo sbarco al porto di Catania dei 150 migranti, cui è stata negata la libertà, rimasti bloccati sulla nave Diciotti per giorni in condizioni di salute precaria e oggi non si sa più quale sarà il loro futuro, mentre il ministro dell’interno Matteo Salvini e il suo capo di gabinetto, a seguito della vicenda, sono sotto indagini dalla procura di Agrigento e dovranno rispondere di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

Gli stessi dati del ministero dell’interno testimoniano che dal primo gennaio ad oggi gli sbarchi sulle coste italiane sono stati 14.441, il 77,45 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Una situazione, quindi, molto meno drammatica rispetto alla narrazione “dell’emergenza e dell’invasione” che in questi mesi investe il dibattito pubblico distogliendo l’attenzione dai veri bisogni del Paese. Il ministro Salvini, così come per la nave Aquarius, ha sfruttato l’accaduto e il dibattito pubblico, preferendo lucrare sulle vite di centinaia di profughi. Ad oggi si dimostra per lui prioritario rafforzare la sua immagine e la sua percezione per irrompere nel dibattito, distogliendo lo sguardo dai temi reali ed emergenziali del Paese.

È necessario riuscire a garantire libertà di movimento per tutte e tutti ed un sistema europeo di gestione dei flussi migratori senza confini e barriere.  Ad oggi non si può ritenere bastevole sapere che un centinaio di migranti sarà accolto dalla Chiesa Italiana, mentre Irlanda e Albania ne accoglieranno un’altra ventina ciascuno. Si deve costruire un sistema di accoglienza che riesca a garantire misure di welfare e inclusività reali, che si preoccupi non solo dell’emergenza, ma anche di come i migranti vengano integrati all’interno del nostro paese e dell’Europa tutta. Riuscire a garantire diritti e tutele alla pari dei cittadini italiani è la priorità.

Ventinove sono i minori scesi dalla nave che hanno subito vessazioni e torture e gli interrogativi che si aprono sono tanti. Non si sa chi li tutelerà, come saranno gestiti e se da Settembre sarà loro riconosciuto il diritto allo studio, frequentando i luoghi della formazione per autodeterminarsi e avere un futuro migliore. L’accesso ai saperi rimane un elemento centrale per avviare processi di inclusione e di risposta ai bisogni materiali delle persone ed alle aspettative di tutte e tutti. Vogliamo aprire le nostre scuole e le nostre classi a chiunque le voglia attraversare, perché i luoghi della formazione non hanno confini e sono uno dei pochi strumenti per integrare e praticare decisionalità, contro chi ogni giorno tenta di respingere gli spazi di democrazia e pensa di poter decidere sulle vite degli altri.

 


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