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CARTA DEI DIRITTI E DEI DOVERI IN ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: cosa dice davvero?[A fine articolo schede tecniche] 01/16/18

Iniziamo dall’unica notizia davvero positiva dell’esistenza di una Carta dei Diritti e dei Doveri per gli studenti in Alternanza a due anni e mezzo di distanza dall’introduzione obbligatoria delle ore. ...


Iniziamo dall’unica notizia davvero positiva dell’esistenza di una Carta dei Diritti e dei Doveri per gli studenti in Alternanza a due anni e mezzo di distanza dall’introduzione obbligatoria delle ore. Abbiamo ottenuto il risultato grazie ai mesi di mobilitazione permanente, alla reazione a catena avviata tanto dagli Statuti approvati ormai in più di 20 città del paese quanto alle vertenze aperte sui casi eclatanti di cattiva alternanza.

Vediamo, però, cosa si nasconde sotto ai lustrini degli Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro che hanno portato all’emanazione della Carta pubblicata ed ufficializzata il 21 Didembre: il decreto interministeriale 3 novembre 2017 n. 195 “Regolamento recante la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro e le modalità di applicazione della normativa per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro” ha tante falle e  risulta, nel complesso, essere insufficiente di fronte alle reali condizioni delle studentesse studentesse degli studenti in alternanza.

Vi sono importanti avanzamenti circa la possibilità dello studente di valutare il percorsi; viene finalmente riconosciuta la necessità di coerenza tra indirizzo di studio e percorso di alternanza e si inserisce l’obbligo di informare gli studenti circa ci che affronteranno in alternanza. Ma ci sono delle ambiguità nel Regolamento che non possono passare inosservate e che tengono acceso il campanello d’allarme.

La Carta si compone di 7 articoli (che analizzeremo più nello specifico nella scheda tecnica) riguardanti rispettivamente: finalità della Carta; destinatari della Carta; modalità di svolgimento dell’alternanza; diritti e doveri degli studenti; salute e sicurezza; commissioni territoriali per l’alternanza; disposizioni transitorie.

La prima contraddizione che emerge risiede nel destinare la Carta non solo a licei ed istituti ma anche agli IEPF sui quali, peró, oltre la menzione all’art. 2 non viene fatto assolutamente alcun ragionamento, né sui diritti né sulle modalità di alternanza… Si vengono, quindi, a creare in partenza insopportabili disparitá tra istituti e licei da un lato e centri formazione professionale dall’altro.

All’art. 3 emergono poi tante altre ambiguitá: viene riconosciuta l’alternanza come una materia didattica (in seguito lo vedremo nella logica malata della valutazione) e non viene invece confermata come metodologia didattica, di qui il basilare capovolgimento delle promesse iniziali. C’è a seguire un odioso tira e molla circa la progettazione dei percorsi, laddove in un primo comma si dice che spetti solo ed esclusivamente alla scuola ed in un secondo comma grazie all’avvalersi del principio di co-progettazione si inserisce anche il soggetto ospitante come artefice della progettazione del percorso.

Ma le vere gravità di questo articolo si riscontrano ai commi 4-5 laddove si istituzionalizzano le pause didattiche come periodi di alternanza e si relega tutta la questione delle ore ad un obbligo per gli studenti di attenersi al monte ore scelto dalla scuola e dal soggetto ospitante, un monte ore che deve rispettare “la normativa vigente” e l’accordo tra scuola ed ente ospitante.

Veniamo all’articolo che doveva essere il più interessante è necessario ma che lascia un velenoso amaro in bocca… articolo 4, diritti e doveri degli studenti: la nostra richiesta di riduzione delle ore si riduce in maniera opposta all’obbligo per lo studente di attenersi alle 200 e 400 ore previste; sia sulla necessità di coerenza tra percorso di studi e percorso di alternanza sia sul diritto degli studenti ad essere informati in maniera preventiva di ci che affronteranno, si sanciscono i principi ma non si esplicano le modalità e le regolamentazioni del caso; grande assente le agevolazioni per gli studenti disabili che in maniera del tutto vaga godranno dell’autonomia nell’inserimento dei percorsi; il rapporto studenti/tutor non è effettuato in base alle priorità didattiche, ma solo in relazione al rischio dell’attività lavorativa effettuata nel soggetto ospitante, ammettendo in partenza che uno studente possa rischiare la vita facendo alternanza.

Questo sono solo pochi elementi che danno la cifra di come ancora ci sia tanto da conquistare!

LEGGI QUI LA SCHEDA TECNICA DELLA CARTA DEI DIRITTI E DEI DOVERI IN ALTERNANZA —> http://bit.ly/2raL4Gj

LEGGI QUI LA SCHEDA TECNICA SUL BOTTONE ROSSO —> http://bit.ly/2DB8x5U

 


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