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Buona Scuola? No grazie. MEGLIO LA LIP! | Costruiamo l’alternativa! 01/12/15

Il progetto de La Buona Scuola promosso dal Governo attraverso quella che doveva essere una enorme consultazione pubblica è stato bocciato proprio sul versante più ambito da Renzi: quello della ...


Il progetto de La Buona Scuola promosso dal Governo attraverso quella che doveva essere una enorme consultazione pubblica è stato bocciato proprio sul versante più ambito da Renzi: quello della reale partecipazione. È stato bocciato soprattutto dagli studenti che non solo non hanno partecipato ad consultazione populista e tendenziosa, preferendo a questa le piazze, le assemblee e le occupazioni, ma che hanno saputo contestare con intelligenza l’intero progetto del governo, legando dunque la Buona Scuola con il Jobs Act, lo Sblocca Italia e la legge di stabilità. Gli studenti non si sono fatti abbindolare: la Buona Scuola cela un perverso disegno neoliberista di appiattimento della formazione alle esigenze del profitto di pochi, dei soliti noti. Nel progetto di Renzi e Giannini non si è mai parlato dei veri bisogni delle nostre scuole, del diritto allo studio, dell’edilizia, di didattica alternativa, di democrazia e tanto altro. Sono 136 pagine funzionali soltanto agli interessi delle imprese e dei dirigenti scolastici, che non hanno fatto mancare un grande sostegno, condendolo con denunce e sospensioni a danno degli studenti – la maggioranza – in subbuglio da nord a sud del Paese.

Il percorso per il compimento delle linee guida del Governo è solo all’inizio, come la nostra lotta. Se Governo o dirigenti autoritari pensano di fermare questi ultimi mesi di straordinaria mobilitazione si sbagliano di grosso. Da tempo gli studenti non si limitano a contestare le ricette ingiuste e recessive dei governi, ma provano a costruire un’alternativa, a mettere in gioco dei veri processi democratici in grado di sviluppare delle risposte ai veri bisogni. Da anni esiste una legge d’iniziativa popolare, completamente alternativa alle linee guida del Governo, depositata in Parlamento ma lasciata nei cassetti senza essere discussa. Discussa per mesi attraverso incontri sui territori, la Lip (Legge Iniziativa Popolare) Scuola è una proposta di legge sottoscritta da oltre centomila cittadini che nel 2005, ai tempi del forte movimento nato per ottenere l’abrogazione della riforma Moratti, hanno accompagnato la protesta con una proposta seria, innovativa sul piano pedagogico, didattico e giuridico. L’oggetto della proposta di legge è stato importante quanto il metodo di lavoro adottato per scriverla: la Lip è nata dal basso, senza deleghe, ricercando la più ampia partecipazione. Migliaia di persone hanno messo in comune con pazienza saperi, esperienze, sogni per una scuola capace di mettersi in discussione, di costruire prima di tutto cittadinanza attiva senza seguire le necessità del mercato del lavoro. Per questo la proposta utilizza il linguaggio della pedagogia e non quello del mercato; per questo oggi si lancia la campagna “Aggiorniamo la Lip” con l’obiettivo di attualizzarla, approfondirla, renderla ulteriormente condivisa e al passo con i nuovi bisogni e le nuove esigenze in primis degli studenti. Noi ce la vogliamo giocare tutta: il testo della proposta di legge è già avanzato, ma vogliamo migliorarlo, inserire nuovi spunti, dibattere sui territori, assieme a docenti, ATA e genitori. Vogliamo che gli studenti siano dei veri protagonisti nella costruzione dell’alternativa dal basso, perché crediamo che anni e anni di lotte portino con sé una grande maturità anche in termini di contenuti. In alcune città si sono già costituiti dei Comitati a sostegno della Lip. Vogliamo costruire in ogni singola città degli appuntamenti per diffondere questa bella proposta ed aprire un dibattito sulle priorità della scuola che travalichi la proposta di legge stessa. Nelle nostre migliaia di occupazioni e assemblee stiamo già discutendo della costruzione di un’Altra Scuola fondata sul diritto allo studio, la didattica alternativa, il protagonismo studentesco, un rapporto sano tra scuola, territorio e mondo del lavoro. L’Altra Scuola si può costruire soltanto dal basso, con tutti i soggetti che la vivono in prima persona, avendo come prima priorità l’approvazione della LIP come primo punto di avanzamento per la costruzione di una scuola pubblica, laica e accessibile a tutti. Sin da ora si può partecipare alla modifica e all’implementazione della LIP. Come? Per ogni articolo da migliorare occorre scrivere un commento sul perché cambiarlo e su come; se invece si pensa che ci sono temi non affrontati dalla Lip si suggerisce di spiegare le proposte, cercando di trasformare le diverse opinioni in un o più articoli di legge. Siamo convinti che sia giunta l’ora di sfidare definitivamente il Governo. Non riusciranno a far passare La Buona Scuola, dovranno ascoltare le nostre voci! E’ #megliolalip!

Come sostenere la LIP sin da subito?

Costruiamo la nostra idea di scuola: 19 domande per stimolare la discussione

Iniziamo a costruire l’Altra Scuola. Le domande che trovate qui di seguito sono utili a centrare alcuni temi e dare spunti alla discussione. Utilizzatele per costruire le vostre assemblee, ma non limitatevi a queste. Inviateci idee, spunti e riflessioni a costruiamoaltrascuola@gmail.com e iniziamo tutti assieme a porci l’obiettivo di costruire l’alternativa!

Ci dobbiamo superare! Le priorità non possono essere imposte, ma devono essere scelte da noi. Le sfide che la società di oggi richiede alla scuola e le sfide che la scuole richiede alla società del futuro sono molteplici. Immaginiamo insieme le soluzioni a partire dalle finalità a cui la scuola deve rispondere. La lente d’ingrandimento che bisogna usare quando si parla di scuola non è quella aziendalistica o produttivista, ma quella del futuro, della pedagogia, dell’oltre non ancora scritto. Immaginiamo insieme come riuscire a realizzare le nostre proposte, come ottenere la scuola che vogliamo, scuola dopo scuola, in tutta Italia.

Per approfondire: la proposta studentesca costruita nel 2010

  1. Obiettivo della scuola

Qual è il reale obiettivo a cui deve rispondere la scuola pubblica?

Le richieste del mercato del lavoro? Costruire capacità critica e autodeterminazione? Come non appiattire la scuola ai mercati? Come costruire una scuola rispondente al proprio obiettivo sociale?

  1. Istruzione Gratuita, Diritto allo studio e Welfare studentesco

La scuola è un diritto per tutti? Oggi il diritto allo studio è ben espresso sulla carta, ma in concreto le spese nascoste dell’istruzione si sono

moltiplicate! Secondo le recenti statistiche il 40% delle famiglie non è riuscito a sostenere le spese per i libri dei figli.

Per approfondire: Istruzione GratuitaCome dovrebbe essere garantito il diritto allo studio? Come abbattere le disparità tra le regioni? Quali sono le pecche della normativa vigente?

  1. Istruzione & Sviluppo

Qual è il ruolo della scuola nella società attuale? Come si può far partire dalla scuola un processo di radicale rinnovamento dell’attuale modello di sviluppo? Una alternativa costruita dal basso all’Ilva di Taranto, al biocidio, alle centrali a carbone, alle centrali nucleari?

Di cosa deve parlare la scuola? Come far entrare nella scuola una tensione al cambiamento del territorio intorno a noi?

  1. Capacitazione

A scuola si imparano solo nozioni e si accumula conoscenza. La scuola non dovrebbe mettere tutti nella condizione di saper utilizzare criticamente le conoscenze acquisite in contesti pratici, per risolvere le situazioni, non costruire un sapere accademico, ma un sapere attivo? Come farlo?

  1. Riordino dei cicli

La scuola è ripetitiva e confusionaria. Perché ripetere le stesse cose tra elementari, medie e superiori? Perché i cicli didattici ed i passaggi tra un ciclo a l’altro allo stesso tempo sono così spezzati? Come risolvere la disparità tra Licei ed Istituti Tecnici e Professionali? Come dare agli studenti la possibilità di scegliere consapevolmente sulla base delle proprie personali attitudini?

  1. Programmi e progetti

Cosa deve insegnarci la scuola? Quali obiettivi bisogna porsi? Come ragionare sulla base del singolo gruppo classe e delle condizioni socio-economiche di partenza con obiettivi mirati e percorsi modificati in itinere? Bisogna sapere tutto a compartimenti stagni o avere approcci più multidisciplinari? Come farlo?

  1. Didattica

La lezione frontale, oramai è un dato di fatto, è un approccio vecchio e rappresenta un modo escludente di fare scuola. Come si può provare a includere tutti nella lezione? Come avere un approccio partecipativo? Come utilizzare arte, musica e personali attitudini per imparare? Come studenti e docenti possono discutere insieme degli approcci didattici da usare modificando radicalmente il rapposrto docente-discente? Come non lasciare nessuno indietro o livellare la classe?

Per approfondire: Didattica è democrazia

  1. Valutazione dello studente

La valutazione oggi etichetta lo studente che si auto rinchiude nel voto che gli è stato dato. Da anni gli studenti rivendicano una valutazione narrativa, finalizzata alla consapevolezza ed al miglioramento, in sostituzione al voto numerico. Come applicare modelli di valutazione narrativa? Come strutturare un rapporto docente-studente che non sia punitivo, ma collaborativo?

 

Per approfondire: Valutazione narrativa Scheda valutazione narrativa e Invalsi (833)

  1. Valutazione delle scuole

Da anni il modello INVALSI è criticato e considerato sbagliato sia dal punto di vista pedagogico che scientifico-statistico. Come costruire un modello diverso, basato sull’autovalutazione partecipata del sistema e della propria scuola, come costruire un sistema di valutazione basato su obiettivi strategici e finalizzato al miglioramento e non alla valutazione del profitto degli studenti? Come costruire una valutazione non basata sulla produttività ma sull’inclusione e sul coinvolgimento delle comunità locali?

Per approfondire: Valutato non schedato

  1. Esame di maturità

Ha senso un esame di profitto che non tiene conto, se non in modo residuale, del percorso e dei miglioramenti effettuati e solo del risultato della singola prestazione? Come valorizzare le capacità acquisite durante il percorso scolastico (imparare ad imparare, capacità critica, capacità di utilizzare le conoscenze in modo originale, formazione di una propria personalità.. ecc) a scapito delle mere conoscenze?

Per approfondire: Articolo esame di maturità

  1. Autonomia Scolastica

Come costruire una autonomia scolastica non finalizzata all’aziendalizzazione della scuola? Come creare una scuola aperta alla cittadinanza ed al territorio, non in termini di investimento privato, ma in termini di sviluppo territoriale e socio-culturale? Come costruire una “città educativa” con una scuola non chiusa in se stessa, ma diffusa ed una cultura accessibile a tutti?

Come la scuola deve modificare i propri obiettivi sulla base delle condizioni socio-economiche del territorio di riferimento?

  1. Governance, democrazia e partecipazione

Oggi nella scuola la partecipazione studentesca si limita spesso ad un voto in consiglio, senza possibilità di incidere nel processo di proposta e ideazione. Come costruire una scuola che prende decisioni in modo includente e partecipativo? Come aumentare la partecipazione studentesca negli organi collegiali? Come costruire luoghi di confronto paritetici tra docenti e studenti (su offerta formativa, didattica, libri di testo ecc..) per formulare le proposte da portare in Consiglio d’Istituto? Come valorizzare il comitato studentesco ed i collettivi? Come immaginarsi dei gruppi studenteschi di proposta e modifica della propria scuola dal basso? Come rinnovare le assemblee d’istituto? Quali strumenti per una democrazia partecipativa e non solo rappresentativa?

Per approfondire: Vademecum Altrariforma

  1. Progettazione d’istituto

Come costruire progetti studenteschi che possano incidere sull’offerta culturale della scuola? Quali progetti aperti alla cittadinanza? Come dare senso alle scuole aperte il pomeriggio e vedere la scuola come luogo di creatività e aggregazione studentesca?

Per approfondire: Bilancio partecipato

  1. Alternanza Scuola-Lavoro

Cosa deve insegnare la scuola? Orientarsi nel mondo del lavoro ed insegnare un mestiere non sono la stessa cosa. Come immaginare un alternanza orientata ai diritti e non allo sfruttamento? Come rafforzare gli stage in termini di formazione e tutele? Come evitare l’appiattimento dell’istruzione alle istanze del mercato del lavoro?

Per approfondire > http://www.unionedeglistudenti.net/sito/studenti-in-stage-aumentano-gli-studenti-in-stage-ma-i-diritti-rimangono-inesistenti/

  1. Edilizia Scolastica

Oggi l’edilizia scolastica è un problema molto serio. In primo luogo è necessario agire in tempi stretti sulle emergenze per mettere in sicurezza gli edifici. Ma l’edilizia scolastica non è solo emergenzialità. Come ripensare anche la struttura delle classi anche sulla base della didattica? Ha senso tenere delle classi fisse? Come riappropriarci delle scuole con l’arte? Writing, pittura, giardinaggio possono arricchire le nostre scuole dall’interno? I banchi devono essere per forza spigolosi o possono valorizzare gli spostamenti in classe, le lezioni in cerchio, nuovi approcci didattici? Le scuole possono essere sostenibili ed ad impatto energetico zero?

  1. Diritti

Se già i diritti degli studenti spesso non sono rispettati, questo non può e non deve limitare la nostra azione per pretendere nuovi diritti. Quali nuovi diritti vogliamo avere? Come aumentare la dimensione di cittadinanza nei diritti studenteschi?

  1. Per una scuola attenta alle differenze

Oggi la scuola purtroppo è ancora la più grande fucina di pregiudizi e stereotipi di genere, di religione, di provenienza, di orientamento sessuale. Come partire dalla scuola per abbattere le barriere? Quale educazione alla cittadinanza, alle relazioni, educazione sessuale nella scuola pubblica che vogliamo? Quali diritti contro le discriminazioni devono essere garantiti a scuola?

Per approfondire: Carta dei diritti degli studenti contro ogni forma di discriminazione

  1. Accesso alla cultura

Non bastano le borse di studio per appianare le divergenze sociali ed economiche tra gli studenti che provengono da famiglie ed ambienti molto diversi. Come promuovere una cultura accessibile a tutti? Come la scuola può entrare in contatto con tutti i luoghi della cultura presenti sul territorio? Come favorirla cittadinanza studentesca in termini di accesso alla cultura, mobilità e diritti? Come contestare le lobby dei libri di testo e tutti i meccanismi di esclusione della cultura presenti nelle nostre scuole? Come convertire le scuole a software copyleft ed alla prospettiva della condivisione?

  1. Finanziamenti

Servono davvero i privati o l’istituzione dei contributi delle famiglie per finanziare la scuola pubblica? Quale deve essere l’investimento dello Stato su cultura e istruzione? Come renderlo certo? Cosa si può tagliare per far spazio ad uno sviluppo basato su scuola, università, ricerca e innovazione?

 


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