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BARI – Dalle occupazioni alla manifestazione del #6D 11/30/12

La mobilitazione degli studenti baresi partita ormai quasi due mesi fa non accenna a fermarsi e anzi si evolve nelle pratiche e nelle sue prospettive rivendicative. Nell’ultima settimana nella città ...


La mobilitazione degli studenti baresi partita ormai quasi due mesi fa non accenna a fermarsi e anzi si evolve nelle pratiche e nelle sue prospettive rivendicative. Nell’ultima settimana nella città di Bari ed in tutta la provincia è partita un’ondata di occupazioni ed autogestioni e gli studenti, anche dopo il blocco del DDL Aprea al Senato, non accennano a fermarsi. Non ci basta aver fermato quest’ultimo tassello nel progetto di privatizzazione che ormai da vent’anni colpisce l’istruzione italiana: ora dalle scuole occupate ed autogestite vogliamo costruire una scuola ed una società differente.

 

Dichiara Francesca Picci, Coordinatrice dell’UDS Bari: “Dalla mobilitazione degli studenti e dei docenti deve partire ora un processo diripubblicizzazione dei luoghi della formazione. Ci poniamo l’obbiettivo discardinare dal basso una didattica frontale e autoritaria nel merito e nel metodo, ed una valutazione utilizzata come strumento di repressione: tutto questo è necessario per produrre un modo diverso di stare a scuola” e continua “Quanto successo al Salvemini ieri è di fatto un caso isolato rispetto ad un processo di mobilitazione che spesso ha visto decenti e studenti condividere pratiche di lotta e di piazza: dobbiamo ripartire da questo e dar continuità alle mobilitazioni anche oltre i classici mesi invernali” e conclude: “Scenderemo in piazza al fianco della FIOM il 6 dicembre anche per sottolineare che il processo di ripubblicizzazione dei saperi va di pari passo con la necessità di avere un lavoro dignitoso e che non possiamo accettare un futuro fatto di precarietà: i saperi come il lavoro non possono essere sottoposti al ricatto del profitto.”

 

L’unica risposta alle barbarie prodotte dalle politiche messe in campo sul tema dei saperi e su quello del lavoro risulta il dissenso, il conflitto e la produzione di un’alternativa: un alternativa che parta dalle piazze degli studenti e dei lavoratori in mobilitazione, che metta al centro il tema del sapere come motore di un cambiamento sociale fatto di democrazia e partecipazione, e che ineluttabilmente deve opporsi alle logiche del profitto.

 

Unione degli Studenti Bari


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