29/10 | Fermiamo il carbone! Manifestazione nazionale ad Adria (Ro) 10/28/11
Nonostante il 14 e 15 Giugno oltre 27 milioni di italiane ed italiani abbiano espresso la chiara e ferma convinzione che l’ambiente rientra a pieno titolo tra i beni comuni, ...
Nonostante il 14 e 15 Giugno oltre 27 milioni di italiane ed italiani abbiano espresso la chiara e ferma convinzione che l’ambiente rientra a pieno titolo tra i beni comuni, pubblici e non svendibili, il Governo italiano ed alcune tra le principali imprese del settore energetico continuano a perseguire strade errate, nocive, sconvenienti economicamente ed in contrasto con la volontà popolare.
L’accantonamento (per ora) dell’energia nucleare non ha mandato in soffitta l’intento di perseguire politiche energetiche inquinanti, l’ultima notizia in ordine cronologico è la riscoperta del Carbone, una delle fonti fossili più inquinanti ed ormai desuete nel mondo.
Purtroppo ENEL, con la complicità attiva del Governo italiano e di molti amministratori pubblici di tutti gli schieramenti, ha idee diametralmente differenti: il “piano carbone” prevede l’incomprensibile scelta di riaprire vecchie centrali, riconvertirne altre e addirittura costruirne di nuove.
Porto Tolle in Emilia, Brindisi in Puglia, Vado Ligure in Liguria, Saline Joniche in Calabria, da Nord a Sud si riaffaccia lo spettro dell’inquinamento derivante da polveri sottili e piogge acide, il tutto senza un reale miglioramento della cronica dipendenza energetica italiana dagli altri paesi e reali introiti solo per le multinazionali che investiranno.
Oltre alle enormi bugie in tema ambientale (solo l’impianto nel Polesine comporterebbe l’emissione di oltre 10 milioni di tonnellate l’anno di CO2: l’equivalente di oltre 4 volte le emissioni annuali di una città come Milano), una delle argomentazioni più odiose che vengono sbandierate dai soggetti coinvolti in questa ennesima brutta storia, è quella dell’aumento dei posti di lavoro.
Il ricatto occupazionale è storia tristemente nota (esempio lampante ne è l’ILVA di Taranto), ma è giunto ormai il momento di rispedirlo al mittente ribadendo che tutte le politiche energetiche di questo paese non potranno prescindere da 2 elementi fondamentali: la Riconversione Ecologica e le Fonti Rinnovabili, gli unici due strumenti che potranno realmente contemperare il rispetto dell’ambiente e la tutela/aumento dell’occupazione.
Per questi motivi, la Rete della Conoscenza ha sottoscritto l’appello e con oltre 40 tra associazioni e soggetti politici sarà in piazza il 29 Ottrobre ad Adria (Ravenna) per ribadire con forza un secco NO alla costruzione della Centrale a Carbone di Porto Tolle e a qualsiasi progetto industriale incompatibile con politiche di tutela dell’ambiente e di difesa del territorio.
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Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a reagire.
La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.
Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata.
Indipendentemente dall'esito delle prime indagini, quello che oggi è successo è un atto gravissimo, senza precedenti. La risposta delle studentesse e degli studenti deve essere immediata, come quella di tutta la cittadinanza italiana, colpita ancora una volta al cuore, aggredendo al futuro del Paese, agli studenti. Per chi oggi è morto, per chi è ferito, senza motivo, solo perchè era uno studente con dei sogni, con delle passioni, con dei desideri, con un futuro di libertà per cui lottare.
Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio la vita di innocenti.Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta.
Come studenti non possiamo restare fermi. La solidarietà attiva, umana è una necessità senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza.
Contro la violenza e il terrorismo, scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di libertà e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare.
Martina Carpani, Presidente della Consulta Provinciale di Brindisi
Francesca Rossi, Studentessa di Brindisi, coordinatrice dell'UdS Brindisi
Giuseppe Campanelli, Portavoce regionale Rete della Conoscenza Puglia


a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 
















