29 OTT. – STUDENTI IN PIAZZA CONTRO CASAPOUND IN MOLISE 10/28/11
Sabato 29 Ottobre, Isernia, Palazzo della Provincia ore 16.30 – 20.00 Sit-in di protesta contro l’iniziativa dell’organizzazione neofascista CasaPound che si tiene contemporaneamente nel palazzo della Provincia. Casa Pound è ...
Sabato 29 Ottobre, Isernia, Palazzo della Provincia
ore 16.30 – 20.00
Sit-in di protesta contro l’iniziativa dell’organizzazione neofascista CasaPound che si tiene contemporaneamente nel palazzo della Provincia.
Casa Pound è un’organizzazione si ispira a principi palesemente riconducibili al fascismo, e i suoi militanti si sono spesso resi responsabili di violenze. Sabato prossimo la neonata sezione isernina di questa organizzazione vorrebbe presentare nella sala gialla del palazzo della Provincia di Isernia un romanzo che inneggia al cameratismo di questi militanti di estrema destra che senza vergogna si definiscono “fascisti del terzo millennio”
Il C.A.M., Comitato Antifascista Molise, formato da più di 60 realtà locali, nelle scorse settimane si è impegnato a fare informazione presso la cittadinanza e ha inviato una lettera aperta al Prefetto, al Questore e alle isituzioni locali chiedendo, in nome della Costituzione, che fosse ritirato il patrocinio e la concessione di una sala pubblica all’iniziativa di Casa Pound. A seguito delle pressioni del Comitato, la provincia di Isernia ha ritirato il patrocinio (ma non la concessione della sala), l’assessore al turismo ha disdetto la presenza in un primo tempo annunciata e l’iniziativa è stata rimandata per tre volte dalla stessa Casa Pound.
Tuttavia, per sabato 29 ottobre, l’iniziativa è stata di nuovo confermata, con il patrocinio della Regione Molise e del Comune di Isernia e con l’annunciata presenza del Presidente della Provincia Luigi Mazzuto.
Se le nostre isitituzioni locali vengono meno al loro dovere di difendere la vita democratica, legittimando e favorendo irresponsabilmente il radicarsi nel nostro territorio di un’organizzazione che si ispira a una cultura e a una pratica tutt’altro che democratiche, sentiamo che è nostro dovere civile di cittadini e cittadine manifestare il nostro dissenso e far capire a Casa Pound che, se anche con qualche “amicizia” pensano di aver ottenuto una specie di legittimazione dalle amministrazioni locali, la città di Isernia e il Molise gliela rifiutano.
La Questura di Isernia non ha autorizzato la nostra manifestazione per motivi di ordine pubblico, una decisione che non comprendiamo, dal momento che la minaccia all’ordine pubblico civile e democratico è rappresentata dall’eventualità di un radicamento di un’organizzazione neofascista sul territorio e non certo da chi tenta, in modo civile, pacifico e determinato, di impedirlo. Le trattative con la questura sono ancora in corso, ma noi restiamo fermi nella nostra volontà di manifestare.
E’ importante essere in tantissimi/e: ci vediamo quindi di fronte al palazzo della provincia alle 16.30. Per chi parte da Campobasso e volesse offrire/cerca posto in macchina, l’appuntamento è a Porta Napoli alle ore 15.15 .
Fate girare questo messaggio.
Per saperne di più sulla mobilitazione contro Casa Pound vai alla categoria antifascismo del blog Tratturi o leggi i dossier e guarda i video della pagina “Conoscere il neofascismo è il primo modo per combatterlo”.
http://tratturi.noblogs.org
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Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a reagire.
La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.
Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata.
Indipendentemente dall'esito delle prime indagini, quello che oggi è successo è un atto gravissimo, senza precedenti. La risposta delle studentesse e degli studenti deve essere immediata, come quella di tutta la cittadinanza italiana, colpita ancora una volta al cuore, aggredendo al futuro del Paese, agli studenti. Per chi oggi è morto, per chi è ferito, senza motivo, solo perchè era uno studente con dei sogni, con delle passioni, con dei desideri, con un futuro di libertà per cui lottare.
Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio la vita di innocenti.Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta.
Come studenti non possiamo restare fermi. La solidarietà attiva, umana è una necessità senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza.
Contro la violenza e il terrorismo, scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di libertà e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare.
Martina Carpani, Presidente della Consulta Provinciale di Brindisi
Francesca Rossi, Studentessa di Brindisi, coordinatrice dell'UdS Brindisi
Giuseppe Campanelli, Portavoce regionale Rete della Conoscenza Puglia


a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 















